Qualche film che ho visto recentemente:

Parlami d’amore
Il primo film diretto da Silvio Muccino, trasposizione cinematografica di un romanzo scritto da Muccino stesso in collaborazione con Carla Evangelista. Numerosi i temi trattati (forse troppi e non approfonditi a dovere): la droga, un’infanzia triste, il gioco d’azzardo. Citazioni importanti e una Roma molto turistica fanno da sfondo alle vicende. Non sono necessarie due ore di film per capire quanto la maturità della donna che rivolge al protagonista un’educazione sentimentale, sia preferibile alla viziata e superficiale Benedetta, compagna di gioco nella lontana infanzia di Sasha. Forse perchè il trailer stesso era già stato troppo anticipatore. Nei tanti film in uno che vengono raccontati si parla delle sfaccettature dell’amore, della vita, del dramma, del bisogno di emozioni forti e primitive di una generazione, o meglio del suo lato oscuro, di una distruttiva voglia di vita che viene incanalata verso insegnamenti più positivi di tempi, modi e sensazioni. Tutti elementi che avrebbero sicuramente potuto dar luce ad un buon film. Peccato non abbia ottenuto questo risultato.

Il mattino ha l’oro in bocca
Anche in questo film si parla di una dipendenza, che per anni ha perseguitato Marco Baldini, celebre speaker radiofonico e nota spalla di Fiorello. Ottima l’interpretazione nei panni del protagonista di Elio Germano, che non imita il prototipo, ma sembra allontanarsene alla ricerca di una chiave universale, reimpostando il personaggio. Un film biografico che racconta la storia della realizazione di un sogno (lavorare ad un programma radiofonico) e di un’epoca (gli anni ottanta). Fantastica la scelta della colonna sonora di Christian, che riassume parte del senso di un film leggero ma intelligente. Anche questo, come il precedente, trasposizione cinematografica del libro “Il giocatore” scritto dallo stesso Baldini, parlando di sè in maniera del tutto sincera e mettendo in rilievo la propria dipendenza. Davvero particolare l’interpretazione di Corrado Fortuna nei panni di un Fiorello dei villaggi turistici, piuttosto selvaggio ed indomabile, ma con un forte temperamento e grande carisma. A tratti commedia, a tratti ritratto amaro di un irrecuperabile disagio, questo film porta con sè una sana nota di ottimismo (a partire dal titolo) che si rivela nella presa di conscienza da parte del protagonista della propria condizione, preludio di una possibilità di guarigione, anche se forse non del tutto definitiva.

E venne il giorno
Ad un tratto, al Central Park di New York le persone presenti cadono in uno stato confusionale e poco dopo, ad una ad una, si tolgono inspiegabilmente la vita. Inizialmente si pensa sia colpa di un attacco biochimico terroristico, ma man mano che le morti si propagheranno per tutto il Nord Est degli Stati Uniti, quest’ipotesi verrà accantonata. Scritto, diretto e prodotto da M. Night Shyamalan, questo film si fonda su un’idea davvero buona, che se sviluppata bene avrebbe dato alla luce un ottimo film. Nel corso degli sviluppi della trama invece, la cosa più interessante continua a rimanere l’idea di base, da cui si propagano vicende mirate alla spiegazione fantascientifica che si fonda sulla ribellione della natura sulla manipolazione umana, introducendo particolari ed eventi poco attinenti al tema centrale. Mi aspettavo sicuramente un altro film vincente da Shyamalan, bravissimo regista che ha spesso raggiunto l’obiettivo di coinvolgere totalmente lo spettatore con film quali Il Sesto senso, Unbreakable - Il predestinato, The Village e Signs. Al contrario E venne il giorno non riesce a creare la tensione giusta, risulta a tratti lento ed è assolutamente poco coinvolgente. Unico elemento che salverei (oltre all’idea di partenza) è il finale lasciato inconcluso, che lascia aperta la possibilità di una reale reazione da parte della natura.





